Il cofondatore di Ben & Jerry’s Ben Cohen ha lanciato un appello al settore del marketing per un creative brief aperto. Si cerca una campagna di guerrilla o social a basso costo che aumenti la pressione sull’attuale proprietaria The Magnum Ice Cream Company, affinché venda Ben & Jerry’s a investitori orientati al sociale.
L’appello è stato presentato il 16 settembre 2026 alla Brandweek di ADWEEK ad Atlanta. Il budget non deve superare i 20.000 dollari USA, con l’esplicita indicazione che le idee più economiche sono preferite. Secondo ADWEEK, le proposte possono essere inviate fino al 7 ottobre 2026.
Da conflitto aziendale a campagna social
L’iniziativa si inserisce nel progetto già in corso Free Ben & Jerry’s. Sulla pagina ufficiale della campagna si legge che più di 200.000 persone hanno sostenuto la petizione. Il movimento punta molto sulla condivisione social, sugli hashtag, sui rilanci e sulle azioni locali negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi.
Il nuovo brief trasforma tutto ciò anche in un progetto di marketing aperto. Si cercano idee che, con un budget ridotto, possano diventare visibili al pubblico – ad esempio come azione social o stunt dal vivo negli Stati Uniti o ad Amsterdam, dove Magnum ha la sede.
Per i marketer è particolarmente interessante quanto siano strettamente legate l’identità di marca e la struttura proprietaria. Cohen sostiene che la missione sociale di Ben & Jerry’s si stia indebolendo sotto Magnum. Magnum respinge tali accuse e afferma di voler continuare a sostenere il marchio e la sua missione sociale.
Il conflitto non è ancora concluso sul piano legale
Ben & Jerry’s e alcuni ex membri del consiglio indipendente sono da anni in lite con l’ex proprietaria Unilever e, più recentemente, con Magnum sull’autonomia del marchio. La particolare struttura risale all’acquisizione da parte di Unilever nel 2000, quando al consiglio indipendente furono riconosciute competenze insolitamente ampie in materia di missione sociale e integrità del marchio.
Nell’agosto 2026 un giudice federale statunitense ha respinto gran parte di una causa intentata da Ben & Jerry’s contro Unilever, lasciando però in piedi diversi punti. Dopo la separazione del business dei gelati, Magnum è ormai il principale convenuto. L’azienda ha accolto con favore la limitazione della causa.
L’attuale appello di marketing non è quindi una semplice attivazione di marca tradizionale, ma parte di un reale conflitto di governance e di proprietà. Proprio per questo la campagna non va confusa con una comunicazione di marca neutra.
Cosa possono imparare i marketer
Il caso mostra tre cose. Primo, una forte identità di marca può diventare un asset strategico che genera conflitti anche al cambio di proprietà. Secondo, la mobilitazione social può oggi essere collegata in modo molto diretto ai classici creative brief. Terzo, cresce così anche il rischio per tutti i coinvolti: una campagna che lavora su temi sociali o politici richiede responsabilità molto chiare e fatti solidi.
Quanto rapidamente soggetti non sufficientemente verificati possano diventare un problema lo mostra, ad esempio, la recente polemica sulla campagna di Converse. Anche la separazione di Callaway da Good Good dopo uno spot social controverso dimostra quanto possano scontrarsi in modo immediato gestione del marchio e contenuti social.
Allo stesso tempo, il successo di altre campagne guidate dai social dimostra che la partecipazione può generare una portata enorme: Applebee’s ha recentemente trasformato il suo hit virale O-M-Cheese in una piattaforma di social marketing più ampia.
Nel caso della campagna Free Ben & Jerry’s il meccanismo è simile, ma l’obiettivo è fondamentalmente diverso: non far crescere un prodotto, bensì esercitare pressione pubblica su un proprietario.
Fonti: ADWEEK, Free Ben & Jerry’s, Reuters sulla causa legale di agosto 2026, Reuters su Magnum e sul dibattito del consiglio di amministrazione.
