Salta al contenuto
Perché qui è così economico?
Social Rocket

The Independent: i ricavi del social commerce superano di poco la SEO

A settembre The Independent ha generato per la prima volta nel business commerce un po' più di ricavi dai social che dalla ricerca. I valori assoluti mancano, ma il dato si inserisce in un più ampio cambiamento strategico.

Da Redazione Social Rocket

Questo testo è stato creato con il supporto dell'IA e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Tutte le fonti sono linkate qui sotto.

Persona con smartphone e carta di credito durante lo shopping online, immagine simbolo per social commerce ed e-commerce.
Foto: Vitaly Gariev / Unsplash

Presso l'editore britannico The Independent, i ricavi dal social commerce sono stati per la prima volta leggermente superiori a quelli del commerce alimentato dai motori di ricerca. Lo ha riferito il CEO Christian Broughton per settembre 2026 durante una conferenza stampa a Londra. I dati non sono stati pubblicati singolarmente. Secondo le sue dichiarazioni il vantaggio è ridotto, quindi non va letto né come la fine del business SEO né come un valore generale del settore.

I ricavi commerce non sono lo stesso del traffico social

Digiday riporta le affermazioni di Broughton di ottobre. Il confronto riguarda due fonti di ricavo all'interno del business commerce: vendite o commissioni generate tramite attività sui social media e quelle derivanti dal traffico dei motori di ricerca. Non afferma che i social media generino oggi complessivamente più lettori o più ricavi pubblicitari di Google.

L'esempio mostra comunque perché gli editori stanno avvicinando i ricavi delle vendite ai formati e alle piattaforme in cui il loro pubblico già consuma contenuti. Accanto ai classici articoli di raccomandazione possono rientrarvi video di creator, presentazioni dirette di prodotti e partnership di shopping adeguate. Come cambia il legame tra reti di creator e infrastruttura commerce lo illustra anche l'acquisizione di Express Checkout da parte di Morning Brew.

Il cambio di strategia è iniziato molto prima di settembre

The Independent non presenta la sua riconversione economica solo con un singolo mese di commerce. Nel suo bilancio intermedio interno del 19. giugno 2026 l'editore ha comunicato che i progetti di IA rappresentavano già il dieci per cento del fatturato aziendale. I quattro pilastri di crescita di allora, IA, studio, e-commerce ed espansione negli Stati Uniti, insieme costituivano più di 60 per cento dei ricavi. Si tratta di dichiarazioni aziendali, non di una verifica indipendente della redditività di ogni settore.

Il nuovo confronto sul commerce si adatta a questa riorganizzazione senza provarne da solo il successo. Resta soprattutto aperto quanto siano alti i ricavi assoluti del social commerce, quali commissioni siano incluse e quanto impegno richiedano la produzione dei creator e la distribuzione. Un piccolo vantaggio in un solo mese può essere spostato da stagionalità o campagne.

Gli utenti migrano, il rapporto economico deve seguirli

Lo spostamento strutturale è documentato in modo più ampio del singolo caso editoriale. Il Digital News Report 2026 del Reuters Institute mostra che, in media su 48 mercati, 54 per cento utilizza social media e piattaforme video per le notizie, contro 51 per cento per i siti e le app dei fornitori di notizie. Questo misura l'uso di notizie, non le conversioni di acquisto. I valori spiegano però perché gli editori hanno bisogno di nuove vie di distribuzione e di ricavo al di fuori delle proprie homepage.

Allo stesso tempo restano strategicamente importanti le relazioni dirette con i clienti. Un altro approccio è la registrazione gratuita come risposta al calo del traffico da ricerca. In The Independent, invece, l'accento è posto anche sulla commercializzazione dei propri contenuti ed esperienze commerce tramite piattaforme esterne. Il consolidamento dei fornitori di servizi di commerce per creator mostra che per questo si sta creando un'infrastruttura specializzata.

Per editori e marchi tedeschi non ne deriva una raccomandazione generale di spostare i budget SEO sui social media. Più sensato è valutare separatamente per ogni canale portata, ordini attribuibili, ricavi e costi di produzione. Solo allora si può capire se il social commerce è un canale di vendita aggiuntivo o se attribuisce semplicemente in modo diverso vendite già esistenti.