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X richiede selfie o biometria per gli account sospetti

X controlla gli account sospetti tramite Face ID, biometria Android o un video selfie. Quali account sono interessati, come vengono trattati i dati e cosa devono considerare i marketer.

Da Redazione Social Rocket

Questo testo è stato creato con il supporto dell'IA e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Tutte le fonti sono linkate qui sotto.

Immagine illustrativa di un uomo che scatta un selfie con lo smartphone per la nuova verifica di vivacità di X
Foto: Ramy Mamdouh / Unsplash

X introduce controlli di vivacità per gli account sospetti. Se un profilo viene segnalato per attività insolite o che sembrano automatizzate, la piattaforma può richiedere un breve controllo: tramite biometria del dispositivo o un video selfie. La misura mira a contenere spam e manipolazioni della piattaforma. Non è un obbligo generale di verifica dell'identità per tutti gli utenti di X e, secondo il centro assistenza ufficiale di X, non è nemmeno prenotabile volontariamente.

Cosa controlla X e cosa no

Le procedure rispondono innanzitutto alla domanda se in quel momento una persona è davanti al dispositivo. Con Face ID, Touch ID o il metodo di sblocco biometrico Android, il vero riconoscimento biometrico resta sul dispositivo. Secondo quanto dichiarato da X, la piattaforma riceve solo il risultato e un segnale sull'integrità dell'app ufficiale.

In alternativa può essere richiesto un breve video selfie tramite la fotocamera anteriore. Secondo X, un sistema automatizzato di un fornitore terzo analizza il video per verificarne la vivacità; a X viene restituito un valore di confidenza, non il file video. Un controllo con movimento della mano è annunciato, ma esplicitamente non ancora disponibile in generale. Quale opzione compare dipende da dispositivo, versione dell'app e regione.

La distinzione è importante: un controllo di vivacità superato non è una prova d'identità, non è una verifica premium a pagamento e non stabilisce nemmeno se tutti i post dell'account siano autentici.

Chi può essere interessato e quali funzioni sono sospese

X descrive due motivi di attivazione: la registrazione e una successiva segnalazione per attività sospette. Finché il controllo richiesto non viene superato, gli account interessati non possono, secondo X, pubblicare, seguire altri profili o inviare messaggi diretti. La lettura resta in linea di principio possibile. Dopo il controllo riuscito, l'accesso completo dovrebbe normalmente tornare subito disponibile.

La funzione opera nell'app ufficiale di X, non come verifica web liberamente accessibile. X sottolinea espressamente che non invia link di verifica via e-mail, SMS o DM. Messaggi di questo tipo sono quindi un segnale di phishing. La pagina di assistenza di X spiega anche i casi di errore e i canali di supporto.

Cosa significa per i team social media

Per brand e agenzie conta meno il riconoscimento facciale in sé che l'interruzione operativa. Chi gestisce campagne, servizio clienti o comunicazione per eventi tramite pochi account X dovrebbe prevedere un processo di emergenza per gli accessi limitati: documentare le responsabilità, garantire l'accesso all'app e non legare le approvazioni dei post urgenti a una sola persona.

Inoltre, da un singolo blocco di un account non si dovrebbe concludere automaticamente che uno strumento di pubblicazione utilizzato sia non consentito. X non pubblica un elenco completo dei fattori scatenanti né dati attendibili su falsi positivi o sull'efficacia dei nuovi controlli. La copertura di Social Media Today del 8 ottobre descrive la misura come parte delle più ampie iniziative anti-bot di X.

Per l'automazione tramite interfacce approvate, i team dovrebbero continuare a rispettare le regole della piattaforma e le relative condizioni API. Le differenze tra pubblicazione consentita, interazioni artificiali e schemi di automazione rischiosi sono trattate nel nostro confronto sugli strumenti di automazione per social media. In parallelo, X cerca di strutturare le attività controllate di IA tramite template di bot Grok e crediti API per bot Grok. Questi programmi vanno distinti dal nuovo controllo di vivacità.

Cosa non è ancora dimostrabile

X non ha reso pubblico quanti account autentici vengano erroneamente segnalati, in quali paesi la funzione sia stata distribuita e in quale misura, né se i controlli abbiano già ridotto in modo misurabile la quantità di attività di truffa. Per gli inserzionisti resta quindi aperta la questione se il cambiamento migliorerà nel breve termine la qualità delle metriche di engagement.

In sintesi: il nuovo controllo integra la difesa tecnica anti-spam con un ostacolo per gli account sospetti. I team social dovrebbero predisporre misure organizzative per i possibili blocchi d'accesso – e non inviare mai agli utenti presunti "link di verifica X" esterni. Nota sull'immagine: l'immagine dell'articolo mostra una situazione generica con selfie, non una vera finestra di verifica di X.