Chili’s attribuisce ai social media un ruolo centrale nella sua recente crescita. Durante l’Investor Day della casa madre Brinker International, l’azienda ha spiegato che i cosiddetti „Culture Pops“, il buzz sui social e le campagne ad alta visibilità vengono utilizzati in modo mirato per conquistare i target più giovani. TikTok serve addirittura come metrica di rilevanza.
Le dichiarazioni arrivano dopo 21 trimestri consecutivi con una crescita comparabile delle vendite. Secondo Chili’s, la Gen Z rappresenta ormai circa un quarto della clientela. I numeri e le correlazioni provengono dai dati presentati da Chili’s e vanno quindi letti come dichiarazioni dell’azienda.
Le earned views su TikTok come segnale di rilevanza
Il CMO George Felix descrive la strategia social di Chili’s come una leva per raggiungere ospiti più giovani e digitali. Secondo i dati TikTok Market Scope citati dal brand, Chili’s è nettamente davanti ad altre catene casual dining per earned views.
Più che il singolo numero, è interessante l’uso che il management ne fa: Chili’s non tratta la visibilità organica su TikTok solo come vanity metric, ma come indicatore di quanto il brand resti culturalmente rilevante.
Per i team italiani è uno spunto utile. Le metriche social diventano più forti quando sono legate a una domanda strategica concreta. Chi vuole monitorare sistematicamente questi segnali può usare strumenti di social media monitoring per confrontare nel tempo temi, menzioni e concorrenti.
Dal chiacchiericcio social alla materia della campagna
Da 2024 Chili’s posiziona la sua campagna „Better Than Fast Food“ contro i prezzi crescenti del fast food. Il brand ha ripreso le discussioni già in corso sui social su prezzo e rapporto qualità-valore e le ha trasformate in comunicazione di prodotto e pubblicitaria.
Ad aprile 2026 Chili’s ha proseguito su questa linea con il Big Crispy Chicken Sandwich. Il brand ha messo pubblicamente in discussione le offerte fast food, ha combinato la campagna con un pop-up „Food Court“ a New York e ha invitato gli utenti su X a inviare la propria „caduta contro il fast food“.
È social listening classico applicato con coerenza: non limitarsi a osservare di cosa parlano gli utenti, ma sviluppare da lì una narrazione ricorrente. Questo approccio somiglia al principio che descriviamo nell’articolo su Challenger Brand e social media: una posizione chiara e ripetibile può essere più forte di continui nuovi meme di tendenza.
I „Culture Pops“ non devono esaurirsi dopo tre settimane
Chili’s punta inoltre su singole azioni culturali – internamente chiamate „Culture Pops“. Tra queste figurano un film per la tv, attivazioni per Halloween e una nuova versione del celebre jingle dei Baby-Back-Ribs con Lizzo.
Secondo Felix, l’azienda vede una forte correlazione tra il buzz di queste iniziative presso la Gen Z e le vendite mensili. Allo stesso tempo sottolinea che gli effetti dovrebbero durare più a lungo dei tipici picchi virali. Anche questa è una distinzione importante: la portata non equivale ancora a valore di marca sostenibile.
Un principio simile emerge da Coleman con 90 milioni di Earned Impressions: un momento che attira l'attenzione diventa strategicamente interessante solo quando è inserito in un'idea di marca più ampia.
Il marketing mix resta volutamente diviso in due
Nonostante il focus sui social, Chili's non sostituisce la portata tradizionale. Secondo Marketing Dive, il marchio continua a seguire un media mix diviso in due: televisione lineare e streaming, soprattutto in occasione di eventi sportivi, per una portata ampia, e social media per i target più giovani e la rilevanza culturale.
Per i team di marketing questa separazione è interessante. I social non devono assumersi da soli ogni fase del funnel. Chili's usa le piattaforme soprattutto dove sono particolarmente forti: per generare conversazione, earned reach e aggancio culturale. In parallelo, i media a grande portata si occupano della notorietà diffusa.
