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Perplexity punta sul creator marketing: campagne con 100+ creator e budget milionari

Perplexity sta espandendo il creator marketing come canale di performance. Un annuncio di lavoro ormai chiuso parla di campagne con più di 100 creator, budget milionari e obiettivi di conversione invece della sola portata.

Da Redazione Social Rocket

Questo testo è stato creato con il supporto dell'IA e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Tutte le fonti sono linkate qui sotto.

Creator al computer in uno studio video – immagine simbolo per la gestione del canale YouTube
Foto: Videodeck .co / Unsplash

Perplexity sta ampliando in modo significativo il creator marketing. Un annuncio di lavoro ormai chiuso per un Creator & Influencer Marketing Lead parla di campagne con più di 100 creator, budget nell'ordine dei milioni e un collegamento diretto con gli obiettivi di growth e conversione.

Digiday riferisce che la posizione è stata nel frattempo assegnata. Secondo il report, Perplexity l'ha definita come sostituzione di un ruolo già esistente. L'azienda collabora già con centinaia di influencer, dai creator di nicchia a nomi come Lewis Hamilton e Joe Rogan.

I creator devono mostrare il prodotto, non limitarsi a consigliarlo

Particolarmente interessante è la descrizione delle mansioni. Nell'annuncio ufficiale di Perplexity non si parla solo di portata e notorietà del brand. Le campagne con i creator devono essere ottimizzate insieme al team di growth su conversione e engagement.

Un altro punto: il creator lead deve verificare i "build" che i creator realizzano con Perplexity Computer e assicurarsi che siano originali e mostrino davvero le funzioni del prodotto.

In questo modo cambia il ruolo degli influencer. Invece di un classico testimonial, il creator diventa sempre più un dimostratore del prodotto e spiegatore di casi d'uso. Ciò si inserisce in uno schema che vediamo già nel creator marketing per la ricerca basata su IA: credibilità specialistica e applicazione concreta contano più della semplice portata.

Perplexity pianifica il creator marketing come un canale di performance

L'annuncio richiede un approccio chiaramente orientato alle performance. Il lead deve valutare i risultati dei creator non solo in base a impression ed engagement, ma misurare le campagne su obiettivi di business concreti e interrompere in modo coerente gli approcci deboli.

Anche sul piano organizzativo il programma è impostato in grande. Si parla di partnership a lungo termine, negoziazione di contratti, eventi per creator e la costruzione di una community propria. La posizione era offerta con uno stipendio annuo di 175.000 fino a 225.000 dollari USA più equity.

Per i marketer, più che lo stipendio conta il segnale che ne deriva: nel caso di un prodotto IA il creator marketing non viene trattato come un canale occasionale di awareness, ma come un ambito di crescita autonomo, con budget, infrastruttura e responsabilità sulle performance.

Le aziende di IA hanno bisogno di intermediari credibili

Il tempismo è comprensibile. I prodotti di IA richiedono spiegazioni e cambiano rapidamente. Allo stesso tempo, i creator e le loro community reagiscono in modo sensibile alle partnership che sembrano solo entusiasmo pagato.

Digiday rimanda a movimenti simili di Anthropic e OpenAI. Il problema è ovunque lo stesso: le aziende devono mostrare perché un determinato strumento di IA è utile nella vita quotidiana, senza trasformare i creator in semplici veicoli pubblicitari.

Proprio qui un formato vicino al prodotto può funzionare meglio. Un creator che costruisce un vero workflow, risolve un problema o lavora apertamente con uno strumento fornisce più prove di un generico "Questo prodotto è fantastico". Questo vale anche per i brand al di fuori dell'AI e ricalca l'approccio che abbiamo descritto nella guida su strumenti di IA come expertise productizzata.

La portata da sola conta sempre meno

La mossa di Perplexity si inserisce anche in uno sviluppo più ampio del creator marketing. I brand mettono sempre più in discussione prezzi, misurabilità e qualità dei grandi accordi con gli influencer. Come Srocket ha già mostrato nell'articolo su creator marketing e pressione sui prezzi, un'elevata portata da sola giustifica sempre meno budget crescenti.

L'approccio di Perplexity è quindi notevole: i creator non devono solo generare attenzione, ma influenzare la comprensione del prodotto, l'utilizzo e la conversione. Proprio questo legame potrebbe diventare particolarmente importante per i prodotti AI, perché il loro valore spesso diventa chiaro solo attraverso dimostrazioni concrete.

Cosa possono trarne i brand

Il caso Perplexity offre tre indicazioni pratiche per i programmi con creator:

  • Scegliere i creator in base all'affinità con il prodotto: chi sa spiegare o usare uno strumento in modo credibile spesso vale più dell'account più grande.
  • Briefare casi d'uso invece di claim: un workflow visibile è più convincente di un elenco di messaggi di marketing.
  • Collegare le metriche dei creator agli obiettivi di business: portata ed engagement restano rilevanti, ma non dovrebbero essere l'unico livello di successo.

Il creator marketing non diventa così automaticamente performance marketing. Perplexity mostra però quanto questi due ambiti possano avvicinarsi quando i prodotti richiedono spiegazioni e l'uso reale diventa la parte più importante del messaggio.

Fonti