Gli editori non reagiscono più al cambiamento della ricerca solo con adattamenti SEO. USA TODAY Co. sta riorganizzando la propria produzione audience e digitale, mentre il New York Times ha creato una nuova funzione per „AI and Off-Platform Discovery“. Il denominatore comune: in futuro i contenuti dovranno essere trovati più spesso tramite sistemi di IA, social, video, newsletter e altri canali off-platform, invece di affidarsi ai tradizionali referral di Google.
Digiday riferisce che USA TODAY sta costruendo una nuova unità centrale per audience e produzione digitale. La struttura dovrebbe raggruppare la produzione, organizzare la crescita nei temi chiave e rafforzare la distribuzione al di fuori dei siti propri. Secondo un memo interno, la riorganizzazione comporta anche tagli di posti di lavoro. Un ruolo di leadership messo a bando dovrebbe guidare un team di circa 23 fino a 30 persone.
USA Today indica il cambiamento della ricerca come fattore strategico
La direzione è confermata anche indipendentemente dal memo interno. Nei dati ufficiali del secondo trimestre 2 pubblicati il 6 agosto 2026, USA TODAY Co. scrive che la scoperta dei contenuti si sta spostando „beyond traditional search“. L'azienda cita esplicitamente social, video e newsletter come canali con cui intende ampliare la propria portata, sottolineando al tempo stesso la costruzione di dati audience first-party.
Il contesto finanziario spiega perché il tema sia rilevante anche dal punto di vista organizzativo. USA TODAY Co. ha registrato nel secondo trimestre 536,3 milioni di dollari di ricavi, 8,3 percento in meno rispetto all'anno precedente. I ricavi pubblicitari digitali si sono attestati a 79,8 milioni di dollari. Digiday riferisce inoltre di un calo dei ricavi pubblicitari digitali del 9,2 percento, in parte legato a un minor numero di visualizzazioni di pagina.
Questo si aggiunge agli sviluppi che abbiamo descritto di recente riguardo agli editori e alla crescita della spesa in paid search: quando la distribuzione organica diventa meno prevedibile, le case editrici devono decidere di nuovo quale portata acquistare, quale costruire da sole e quali relazioni dirette con il pubblico vogliono possedere.
Al New York Times „Technical SEO“ diventa „AI and Off-Platform Discovery“
Anche il New York Times sta spostando le responsabilità. Christine Liang, che in precedenza ha guidato per sette anni il Technical SEO del Times, ha annunciato secondo Digiday un nuovo ruolo come Senior Director, AI and Off-Platform Discovery. La funzione dovrà occuparsi di come il Times raggiunge i lettori – e sempre più anche gli agenti di IA – al di fuori dei risultati di ricerca classici.
È significativo che questo passo non possa essere letto semplicemente come una reazione di crisi a cali nei dati di business. Il New York Times ha riportato per il Q2 2026 12,8 milioni di abbonati solo digitali e un aumento dei ricavi pubblicitari digitali del 20,7 percento, a 114 milioni di dollari. Anche una casa editrice economicamente solida tratta quindi l'AI discovery come un compito distributivo a sé stante.
Per i marketer è un segnale importante: la nuova funzione al Times suggerisce che GEO ovvero AI Visibility si stia spostando organizzativamente più vicino ad audience development, distribuzione e prodotto – e non resti confinata alla SEO classica. Come i brand possono migliorare accessibilità tecnica e contenuti citabili per i sistemi di IA, lo abbiamo riassunto nella nostra guida sulle raccomandazioni di ChatGPT e AI Visibility.
L'off-platform diventa più importante – ma non significa dipendenza da piattaforme
L'aspetto interessante della riorganizzazione non è che gli editori sostituiscano Google con ChatGPT, TikTok o LinkedIn. Ciò sostituirebbe semplicemente una dipendenza con un'altra. Digiday descrive piuttosto una combinazione più forte di discovery off-platform e canali diretti come app, newsletter, podcast, formati video e altri prodotti ricorrenti.
Per i team social questa logica è familiare: la portata su una piattaforma può generare discovery, ma il passo economicamente più prezioso è spesso trasformarla in una relazione diretta – ad esempio una registrazione, un abbonato alla newsletter, un utilizzo dell'app o visite ricorrenti al sito.
Il fatto che anche i sistemi automatizzati diventino sempre più parte di questa distribuzione porta con sé una seconda sfida. Gli agenti di IA possono trovare e rielaborare contenuti senza comportarsi come utenti umani classici. Ciò rende la misurazione pulita ancora più importante; il nostro articolo su agenti di IA e traffico bot in Analytics mostra perché non ogni nuovo referral o richiesta ha lo stesso valore.
The Verge organizza la crescita in base alla relazione con l'utente, non al canale
Il 19 ottobre 2026 è emersa una terza variante della riorganizzazione: la testata tecnologica The Verge ha suddiviso il proprio team audience in funzioni specializzate. Secondo le dichiarazioni di Esther Cohen, responsabile audience e abbonamenti, rilasciate a Digiday, i collaboratori lavorano separatamente su acquisizione di newsletter, engagement su piattaforme e community, e analisi del comportamento di lettura e abbonamento. La transizione è durata circa due anni. Diversamente dalla riorganizzazione di USA Today, secondo Cohen il team è cresciuto; un numero assoluto di dipendenti non è stato indicato.
La svolta decisiva riguarda gli obiettivi: visitatori anonimi, lettori registrati e abbonati paganti vengono considerati come fasi diverse di una relazione. Le newsletter non devono solo generare aperture, ma contribuire all'utilizzo ricorrente e agli abbonamenti. Un analista audience studia insieme alla redazione quali contenuti fidelizzano davvero i lettori. Secondo Cohen, più della metà delle nuove sottoscrizioni nasce dalla chiamata diretta della pagina di registrazione all'abbonamento. È un indizio di un forte canale diretto, ma non prova che la nuova struttura del team abbia causato tali sottoscrizioni; The Verge non ha fornito cifre assolute di abbonati né di ricavi.
La testata sta costruendo questa strategia già da tempo: Vox Media ha annunciato a dicembre 2024 un abbonamento valido per l'intero sito con newsletter premium e un paywall dinamico. The Verge lo collega alla homepage e a formati personalizzati. Parallelamente, a ottobre dovrebbe essere testato un muro di registrazione gratuito. I risultati di questo test non sono ancora disponibili. Registrazione, fidelizzazione e pagamento dovrebbero essere misurati separatamente – altrimenti non è possibile valutare l'utilità di un ulteriore ostacolo d'accesso.
Per i team social ne deriva una distribuzione dei ruoli diversa rispetto al tradizionale desk del traffico: il social serve alla scoperta e al lavoro di community, newsletter e homepage al ritorno, il prodotto alla fidelizzazione. Queste funzioni sono collegate, ma non sono fonti intercambiabili di visualizzazioni di pagina.
Cosa possono portarsi a casa i marketer
La riorganizzazione strutturale dei grandi editori è un segnale più forte della prossima singola tattica SEO. I team devono sempre più pensare alla discovery su più sistemi contemporaneamente: Google Search, piattaforme social, sistemi di risposta basati su IA, newsletter, app e relazioni dirette con il brand.
Per le aziende questo non significa abbandonare la SEO. Significa non trattare più la SEO come unica strategia di distribuzione. I contenuti devono restare tecnicamente reperibili e orientati alla ricerca, ma allo stesso tempo essere prodotti in modo da poter essere facilmente condivisi, citati, sottoscritti e valorizzati su più canali.
La metrica più interessante diventa quindi meno „Quanto traffico Google abbiamo perso?“ e più: attraverso quali percorsi acquisiamo utenti ricorrenti, lead o clienti che non dobbiamo riacquistare da una piattaforma a ogni visita?
