Il passaggio della Formula 1 ad Apple TV negli USA 2026 invia segnali contraddittori: le misurazioni esterne di Samba TV rilevano per alcune gare una portata delle famiglie nettamente inferiore rispetto a 2025, mentre Formula 1 stessa segnala un numero di spettatori in crescita e 13 percento in più di ore complessive viste nel mercato statunitense.
Per i brand proprio questa discrepanza è rilevante. L'effetto del sponsoring in uno sport come F1 si può leggere sempre meno da un unico dato di trasmissione in diretta.
Samba registra cali a Miami e Monaco
Digiday riporta, citando Samba TV, che la portata misurata per le famiglie del Gran Premio di Miami è scesa del 2025 percento rispetto a 68 e quella di Monaco del 66 percento.
Questi numeri non sono però valutazioni ufficiali di Apple o F1. Formula 1 fa notare che Samba non è un partner di misurazione di F1 o di Apple TV.
I dati più recenti appaiono migliori: per il Gran Premio d'Italia a Monza Samba stima una portata delle famiglie superiore del 15 percento rispetto all'anno precedente. La durata media della visione sarebbe inoltre aumentata del 78 percento.
F1 segnala più watchtime e un pubblico più giovane
Formula 1 ha già spiegato nel suo bilancio semestrale che il numero di spettatori negli USA con Apple è cresciuto su base annua e che le ore complessive viste sono aumentate del 13 percento.
Il mercato statunitense resta strategicamente importante. F1 ha recentemente quantificato la propria fanbase statunitense in 52 milioni di persone. Già prima del passaggio la serie aveva inoltre descritto un nuovo pubblico particolarmente giovane: secondo il Global F1 Fan Survey 2025 erano il 47 percento dei nuovi fan statunitensi tra i 18 e i 24 anni, e più della metà era di sesso femminile.
Apple distribuisce F1 inoltre attraverso il proprio ecosistema. Oltre ad Apple TV hanno un ruolo Apple News, Apple Maps, Apple Music, Apple Sports e Apple Fitness+. F1 TV Premium è ormai integrata nell'offerta Apple TV negli USA.
Per gli sponsor conta più della portata in diretta
La domanda centrale per gli inserzionisti non è quindi solo quante famiglie vedono una gara in diretta. Il fandom di F1 si distribuisce su:
- trasmissioni in diretta,
- clip social e highlight,
- account di piloti e team,
- contenuti dei creator,
- eventi e hospitality,
- serie in streaming e altri formati di intrattenimento.
Digiday cita quindi esperti di sport marketing che consigliano di non interpretare automaticamente le oscillazioni di audience a breve termine come un calo della domanda per la F1. Proprio il paid social, il creator marketing e l'experiential possono raggiungere fan che non seguono ogni gara dietro un paywall di streaming.
Questo si inserisce in una tendenza più ampia nello sport marketing. CarMax collega il suo sponsoring WNBA a formazione per creator e personal brand, mentre Graza usa la NASCAR come piattaforma composta da TV, contenuti social e attivazioni. Anche atlete costruiscono la propria audience di creator tramite i social media.
Il mercato dello sponsoring resta costoso
Nonostante il dibattito su misurazione e distribuzione, la domanda resta alta. Digiday rimanda a una stima di Ampere Analysis secondo cui i ricavi da sponsoring della F1 potrebbero 2026 superare la soglia di 3 miliardi di dollari USA.
Questo non significa però che ogni sponsoring sia automaticamente efficiente. Più alti sono i prezzi dei diritti, più diventa importante per i brand chiedersi quali diritti aggiuntivi per social, creator, contenuti e attivazione possano effettivamente utilizzare.
Cosa dovrebbero portarsi a casa i marketer
Il passaggio ad Apple TV mostra soprattutto quanto diventino difficili i confronti di audience quando uno sport passa da un classico bundle televisivo a un ecosistema di streaming.
Per gli sponsor la valutazione dovrebbe quindi combinare più segnali: audience live, watch time, engagement social, domanda legata agli eventi, demografia del pubblico e i propri dati di attivazione.
Un singolo numero può sembrare negativo nel breve periodo, anche se il fandom complessivo è stabile o addirittura in crescita. Al contrario, un'alta portata social non sostituisce una misurazione pulita dello sponsoring. Proprio questa combinazione decide se il boom della F1 è davvero economicamente sostenibile per un brand.
