Google ha pubblicato il 15 settembre 2026 nuove metriche pubblicitarie sperimentali nel Chrome User Experience Report (CrUX). Publisher, inserzionisti e fornitori di adtech possono così confrontare per la prima volta in modo pubblico quanto gli annunci gravano sugli utenti reali di Chrome su un sito: non solo per numero, ma anche per superficie visibile, carico della CPU e consumo di rete.
I dati sono disponibili tramite CrUX Vis, CrUX API, CrUX History API e Chrome DevTools. Google sottolinea però che i nuovi segnali sono ancora sperimentali, non fanno parte dei Core Web Vitals e non hanno al momento soglie ufficiali per "buono" o "cattivo".
Le quattro metriche pubblicitarie introdotte da Google
CrUX misura quattro dimensioni dell'esperienza pubblicitaria:
- Ad Count: numero medio di annunci visibili nel viewport,
- Ad Density: quota di superficie visibile occupata dagli annunci durante una sessione,
- Ad Weight: CPU: tempo di calcolo cumulato generato da annunci e script collegati,
- Ad Weight: Network: dati di rete trasferiti da annunci e relative risorse.
I valori di campo si basano su sessioni Chrome reali e vengono indicati come 75° percentile (p75) su periodi mobili di 28 giorni. In questo modo emerge un'esperienza utente tipicamente peggiore, senza che singoli casi estremi dominino il dato.
Come Chrome riconosce un annuncio
Per il riconoscimento Chrome combina più segnali. Il browser confronta tra l'altro le richieste con una lista di filtri derivata da EasyList e verifica se risorse o frame sono stati generati da script già riconosciuti come pubblicitari.
Se un iFrame viene classificato come annuncio, questa classificazione resta valida per il frame. In DevTools è inoltre possibile verificare direttamente quali frame e richieste di rete Chrome ha identificato come legati alla pubblicità.
Per i valori aggregati di CrUX valgono condizioni aggiuntive: Google considera solo i siti che indicano almeno un venditore autorizzato tramite ads.txt. Le misurazioni locali nel pannello Ad di DevTools possono quindi differire dai dati CrUX pubblicati.
Perché le metriche sono rilevanti per media buyer e publisher
Finora la qualità di un ambiente pubblicitario si valutava spesso solo indirettamente, tramite viewability, tempi di caricamento, segnali di frode o misurazioni UX proprie. CrUX rende ora pubblicamente confrontabile una parte del carico pubblicitario effettivo nel browser.
Le applicazioni pratiche possono essere diverse:
- I publisher possono verificare se placement aggiuntivi aumentano fortemente Ad Density o carico della CPU.
- I media buyer possono confrontare domini diversi per densità pubblicitaria e carico tecnico.
- I team adtech possono monitorare le modifiche tramite API e rilevare automaticamente le regressioni.
- I team di prodotto possono osservare insieme esperienza pubblicitaria e performance tecnica.
Google indica esplicitamente CrUX Vis come dashboard per gli stakeholder non tecnici e le API per il monitoraggio automatizzato.
Chi vuole inserire queste metriche in un quadro KPI più ampio trova la nostra guida agli obiettivi e KPI dei social media2026. Che la mancanza di standard condivisi sia un problema di budget anche in altri canali pubblicitari lo mostra inoltre il nostro articolo sulla misurazione del creator marketing e i nuovi standard IAB.
Nessun nuovo fattore di ranking e nessun punteggio di qualità ufficiale
È importante non sovrainterpretare l'introduzione. Per le nuove metriche pubblicitarie Google non assegna al momento categorie come "Good", "Needs Improvement" o "Poor". I valori non fanno inoltre esplicitamente parte dei Core Web Vitals.
Digiday riferisce inoltre che piattaforme pubblicitarie indipendenti dovrebbero ottenere accesso ai dati in contemporanea con i sistemi pubblicitari di Google. Secondo il report, Google non ha reso noto se Display & Video 360 utilizzi già i segnali per il bidding, la valutazione dell'inventario o il reporting.
Per i media buyer CrUX è quindi innanzitutto un segnale di trasparenza e confronto, non un punteggio di qualità pronto all'uso per l'inventario.
Perché il tema va oltre la display advertising
La pubblicazione si inserisce in una tendenza più ampia: le piattaforme di marketing mettono a disposizione dati di misurazione sempre più granulari direttamente nel prodotto. Google, ad esempio, mostra ormai anche la visibilità AI nel Merchant Center, mentre altri ecosistemi cercano di ricondurre l'efficacia pubblicitaria fino ai dati offline o di vendita.
La differenza con CrUX: i dati provengono direttamente dal browser e descrivono come la pubblicità arriva tecnicamente e visivamente all'utente. Questo li rende interessanti tanto per publisher e inserzionisti quanto per i fornitori indipendenti di misurazione.
