Instacart trasforma il suo nuovo assistente AI per la spesa Clementine in una grande storia di marca: la campagna „Turn any idea into an order“ usa scene note di Shrek e Scooby-Doo, più avanti anche di The Office e A Charlie Brown Thanksgiving, per mostrare come un'idea spontanea per un pasto diventi direttamente un carrello personalizzato.
Secondo Marketing Dive la campagna è partita il 13 settembre 2026 nel contesto di Sunday Night Football di NBC e si sviluppa su TV lineare, streaming/OTT, YouTube, audio, social media e l'app stessa di Instacart. Instacart quindi non pubblicizza semplicemente „AI“, ma un flusso molto concreto: vedere un'ispirazione, formulare il desiderio, ricevere una ricetta, aggiungere i prodotti al carrello.
Shrek diventa un'idea per la cena
Nello spot „Solo Dinner“ una spettatrice vede una scena di cibo da Shrek. Invece di copiare lo spuntino poco appetitoso preso dalla palude, usa la scena come punto di partenza e chiede a Clementine un'idea per un piatto unico. L'assistente propone poi un risotto alla zucca butternut.
Un secondo spot riprende gli enormi sandwich di Scooby-Doo. Altri soggetti con The Office e A Charlie Brown Thanksgiving dovrebbero seguire più avanti in autunno.
Marketing Dive indica Brian McGinn come regista. La campagna è stata sviluppata dall'agenzia interna di Instacart, Local Produce, mentre la produzione è stata curata da Prettybird. Anche marchi come Hormel e Hillshire compaiono nei creativi.
Clementine non deve solo cercare, ma preparare l'acquisto
Clementine stessa è stata presentata il 9 settembre 2026. L'assistente è attualmente disponibile per la maggior parte degli utenti Instacart negli USA e in Canada; Instacart non ha annunciato un lancio in Germania.
Gli utenti possono scrivere, ad esempio, che cercano idee economiche per il pranzo per una settimana, cene ricche di proteine o i loro acquisti abituali. Clementine può da lì generare ricette, consigli sui prodotti e un carrello pronto per l'acquisto. Anche foto di liste della spesa scritte a mano o screenshot possono essere trasformati in una lista della spesa.
Per questo Instacart combina, secondo il proprio annuncio di prodotto, più di 1,6 miliardi di ordini storici, un catalogo con più di 2 miliardi di articoli e oltre 10 milioni di segnali di disponibilità giornalieri provenienti da quasi 100.000 negozi. Questi ordini di grandezza provengono dalla stessa azienda e si riferiscono a date di riferimento diverse, rispettivamente alla fine di 2025 e alla metà di 2026.
Instacart riferisce inoltre che gli ordini effettuati tramite Clementine contengono in media più articoli e superano il valore medio del proprio carrello di 115 dollari USA. È un segnale interessante per l'e-commerce, ma finora si tratta di una dichiarazione dell'azienda e non di uno studio indipendente sull'impatto.
Perché la campagna è più interessante per i marketer del semplice lancio di prodotto
Molti prodotti AI vengono pubblicizzati con promesse astratte come „più produttività“ o „esperienza personalizzata“. Instacart segue un'altra strada: la pubblicità mostra prima un momento culturale familiare e poi l'azione concreta che l'assistente svolge.
Dal punto di vista del marketing è rilevante, perché il vantaggio dell'IA diventa immediatamente visibile. Clementine non deve sembrare un chatbot che l'utente deve prima capire, ma un nuovo punto di accesso al processo d'acquisto.
Questo spostamento lo vediamo ormai anche in altri sistemi di commercio. Google, ad esempio, integra visibilità basata sull'IA e agenti commerciali nei suoi prodotti commerce. Allo stesso tempo, la ricerca più recente dello IAB mostra che le prospettive dei creator nelle raccomandazioni di shopping basate sull'IA possono creare fiducia per molti utenti.
Instacart vuole entrare nel funnel già prima della ricerca di prodotti
Strategicamente, Clementine è più di una barra di ricerca più comoda. Chi finora sceglieva prima una ricetta e solo dopo cercava i prodotti, ora può completare la fase decisionale direttamente in Instacart.
In questo modo il fornitore di commercio si sposta più in alto nel funnel. Ciò ha effetti anche su pubblicità e retail media: quando un assistente allo shopping decide quali ricette, alternative, offerte e marchi compaiono in un carrello, diventa più importante capire come i prodotti diventano visibili in questi sistemi decisionali basati sull'IA.
Un movimento simile si osserva nel mercato del retail media nel suo complesso. Walmart, ad esempio, sta ampliando la sua piattaforma pubblicitaria oltre i classici Sponsored Products verso CTV, social e offsite.
Cosa possono imparare i brand tedeschi da "Turn any idea into an order"
La campagna di Instacart offre tre principi utili per comunicare prodotti basati sull'IA:
- Spiegare il risultato invece della tecnologia: lo spot non mostra il modello, ma la cena pronta e il carrello.
- Usare riferimenti culturali noti come punto d'ingresso: Shrek e Scooby-Doo spiegano il caso d'uso più velocemente di un elenco di funzionalità.
- Far interagire pubblicità e prodotto: la campagna non si ferma alla notorietà, ma porta direttamente in un flusso di shopping operativo.
Soprattutto per le funzioni basate sull'IA, questo è un contrappeso sensato alle campagne che mettono in primo piano soprattutto la parola "AI".
Conclusione
Instacart usa Shrek, Scooby-Doo e altri riferimenti nostalgici non solo per attirare attenzione. I personaggi spiegano un nuovo comportamento: un'idea diventa un input, l'input diventa un carrello.
Per i marketer, quindi, conta meno se Clementine arriverà davvero in Germania. Più interessante è capire quanto coerentemente Instacart mette in scena la propria IA come parte del funnel commerciale e con quale rapidità le piattaforme di shopping evolvono da superfici di ricerca a superfici decisionali.
