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Macron chiede un divieto dei social media a livello UE per i minori di 15 anni

Il presidente francese Emmanuel Macron spinge per un divieto dei social media a livello UE per i bambini sotto i 15 anni. In Germania si discute in parallelo di un limite di età da 13, mentre l'UE lavora alla verifica dell'età.

Da Redazione Social Rocket

Questo testo è stato creato con il supporto dell'IA e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Tutte le fonti sono linkate qui sotto.

Diverse persone usano smartphone – immagine simbolo per i limiti d'età sui social media e la verifica dell'età.
Foto: John Lockwood / Unsplash

Il presidente francese Emmanuel Macron chiede un divieto dei social media a livello UE per i bambini sotto i 15 anni. In una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiede una regolamentazione europea uniforme, dopo che in estate il Consiglio costituzionale aveva bloccato un progetto di legge francese.

La richiesta arriva in una fase in cui anche Germania e UE stanno rivedendo le regole per i minorenni su piattaforme come Instagram, TikTok, YouTube, Snapchat o X. Per piattaforme e inserzionisti la domanda decisiva è quindi una sola: come verrà verificata in modo affidabile l'età in futuro?

La Francia spinge per una regola UE uniforme

Reuters riferisce il 8 settembre 2026 che Macron, in una lettera datata 29 agosto, chiede una nuova legge UE. La sua proposta va oltre il modello a fasce discusso di recente a livello europeo: i minori sotto i 15 anni non dovrebbero avere in linea di principio accesso alle piattaforme social.

L'UE segue finora un approccio più differenziato. Secondo la Commissione europea, gli esperti hanno raccomandato un modello in cui i bambini sotto i 13 anni abbiano accesso solo limitato e supervisionato, e le misure di protezione possano essere allentate gradualmente con l'aumentare dell'età.

Una regola UE definitiva non esiste ancora. Per i brand sarebbe quindi prematuro pianificare già oggi con un limite di età europeo fisso.

La Germania discute un limite da 13

Anche in Germania c'è ormai una proposta concreta. Una commissione di esperti incaricata dal governo federale ha raccomandato a giugno, tra l'altro, di vietare ai bambini sotto i 13 anni account social propri. Per le fasce di età da 13 a 16 e da 16 a 18 dovrebbero valere standard di protezione graduali.

La ministra della famiglia Karin Prien ha definito in linea di principio giusto un limite legale di 13 anni per l'uso autonomo dei social media. Le raccomandazioni non sono però ancora diritto vigente.

Il dibattito riguarda piattaforme con portata molto ampia. TikTok dichiara ora 189 milioni di utenti mensili nell'UE, Instagram arriva secondo l'ultimo report DSA a 297 milioni di utenti attivi mensili. Modifiche all'accesso dei minori potrebbero quindi incidere anche su pianificazione della portata, campagne con creator e modelli di targeting.

La verifica dell'età diventa il nodo tecnico centrale

Un limite di età funziona solo se le piattaforme riescono a riconoscere quali utenti sono davvero minorenni. Proprio su questo l'UE sta già lavorando, indipendentemente da un possibile limite per i social media.

La Commissione europea ha presentato 2026 una app europea per la verifica dell'età. Gli utenti potranno dimostrare la propria età senza trasmettere inutilmente dati personali ai singoli servizi. Gli Stati membri possono usare la soluzione come app autonoma o integrarla nei loro wallet europei di identità digitale. La Commissione punta a una disponibilità ampia entro la fine di 2026.

L'Australia mostra fino a dove può spingersi una regolamentazione del genere: dal 10 dicembre 2025 piattaforme come Facebook, Instagram, Snapchat, Threads, TikTok, Twitch, X, YouTube, Kick e Reddit devono adottare misure adeguate per impedire account di under-16. L'obbligo ricade sulle piattaforme, non sui giovani stessi.

Cosa dovrebbero considerare ora i marketer

Per gli inserzionisti nel breve periodo non cambia ancora nulla con un limite di età a livello UE. La direzione è però chiara: le piattaforme saranno sempre più spinte a riconoscere in modo affidabile i minori e a trattarne l'utilizzo in modo separato.

A lungo termine questo può toccare più ambiti: pubblici disponibili, previsioni di portata, selezione dei creator, misurazione e progettazione di campagne vicine ai giovani. Allo stesso tempo crescono le aspettative verso le piattaforme, che non devono limitarsi a impostazioni volontarie per la protezione. Meta ha già introdotto, dopo il suo accordo negli Stati Uniti, ulteriori regole di protezione per gli adolescenti.

Per chi pianifica le campagne è quindi più importante osservare gli sviluppi normativi e tecnici che attendersi già ora in modo generico un divieto UE da 15. La mossa di Macron aumenta la pressione politica, ma il limite d'età europeo non è ancora deciso.

Fonti