Pinterest sta mettendo sempre più al centro le Shopping Ads come canale di performance a tutto tondo. Una recente guida in quattro passaggi della società accompagna i rivenditori da catalogo, Pin di prodotto e tracking fino a campagne automatizzate, misurazione e ottimizzazione. Pinterest attribuisce particolare peso a Performance+, alle promozioni e a segnali commerciali puliti.
Per i marketer si tratta di più di un corso base. Secondo i dati dell'azienda, nel secondo trimestre 2026 Pinterest ha raggiunto 640 milioni di utenti attivi mensili, di cui 157 milioni in Europa. Allo stesso tempo, la società posiziona la propria piattaforma sempre più chiaramente come ambiente per lo shopping e la performance, e non solo come social network di ispirazione.
1. Configurare prima in modo corretto catalogo, negozio e tracking
Pinterest consiglia alle aziende di non iniziare dalla campagna, ma dall'infrastruttura. Ne fanno parte un negozio curato sul profilo, Pin di prodotto scalabili e un catalogo prodotti collegato.
Il catalogo può essere sincronizzato tramite integrazioni e-commerce, la Pinterest API for Shopping o un feed di prodotti. Il vantaggio pratico: prezzi, disponibilità e dati di prodotto restano più vicini allo stock effettivo del negozio.
Secondo Pinterest è altrettanto importante il tracking. Il Pinterest Tag costituisce la base per la misurazione delle conversioni e l'ottimizzazione. Chi valuta comunque il social commerce in una prospettiva multicanale non dovrebbe analizzare questi segnali in modo isolato. La nostra analisi su Social, Search e GenAI nel percorso d'acquisto digitale mostra quanto i percorsi di shopping passino oggi tra più canali di scoperta.
2. Performance+ assume più targeting e logica di offerta
Nel secondo passaggio Pinterest consiglia di collegare tendenze e intento d'acquisto con campagne Shopping automatizzate. Il prodotto centrale per questo è Pinterest Performance+.
Performance+ automatizza, tra l'altro, targeting, offerte e parte della distribuzione dei creativi. Pinterest parla di fino a 50 percento di input operativi in meno per le relative campagne. Questi valori provengono dal fornitore della piattaforma e quindi non costituiscono un benchmark generale di performance.
Oltre a Performance+, Pinterest indica altre tre leve per il lower funnel:
- Dynamic Retargeting per visitatori precedenti e utenti interessati,
- Local Inventory Ads per la disponibilità locale,
- Promotions, con cui le offerte vengono evidenziate direttamente nelle Shopping Ads.
Pinterest riferisce che le Local Inventory Ads nel proprio dataset ottengono un tasso di conversione online 1,7 volte superiore rispetto alle campagne standard. Aggiungere una promozione a una campagna Shopping avrebbe aumentato le conversioni del 18 percento. Anche questi valori andrebbero trattati dai rivenditori come benchmark della piattaforma e non come garanzia.
Il fatto che le piattaforme social spostino più budget verso il commerce non è una peculiarità di Pinterest. Su TikTok i budget pubblicitari intorno alle stagioni vicine all'acquisto stanno già aumentando sensibilmente, mentre YouTube Shopping viene ormai ampliato con maggiore decisione anche in Germania.
3. Misurare non solo i clic, ma migliorare i segnali commerciali
Dopo l'avvio, secondo Pinterest le aziende dovrebbero innanzitutto definire che cosa significhi un buon risultato di campagna. Successivamente conta la qualità dei segnali di misurazione e l'ottimizzazione continua.
Nelle campagne automatizzate questo è decisivo: più le piattaforme controllano autonomamente offerte e distribuzione, più diventano importanti dati di conversione corretti, feed di prodotti e obiettivi chiaramente definiti. Segnali scadenti non si possono correggere con più automazione.
Per i rivenditori ciò significa, in pratica, che dati di prodotto, tracking e struttura della campagna devono essere pensati insieme. Un test isolato di social ads senza dati commerciali puliti sfrutta a malapena il vero vantaggio di questi sistemi.
4. Usare Pinterest Trends per la domanda stagionale
Pinterest rimanda inoltre a Pinterest Trends, per riconoscere in anticipo termini di ricerca in crescita e interessi stagionali. È particolarmente rilevante perché gli utenti usano spesso la piattaforma in una fase di pianificazione, prima di una decisione d'acquisto concreta.
Il flusso di lavoro sensato non consiste quindi solo nel "caricare il feed di prodotti e avviare le ads". I rivenditori possono usare innanzitutto le tendenze come indicatore di domanda, orientare su di esse prodotti e creativi rilevanti e poi impiegare Performance+ per distribuzione e offerte.
Che cosa dovrebbero portarsi a casa i rivenditori tedeschi
Pinterest è 2026 abbastanza grande da non essere più automaticamente trattata come canale di nicchia nel mix commerciale. La piattaforma ha riportato per il Q2 a livello globale 640 milioni di MAU, l'undici percento in più rispetto a un anno prima; in Europa il numero è salito a 157 milioni.
Il punto più importante del framework Shopping è strutturale: Pinterest vuole portare i rivenditori in un circuito il più possibile chiuso di dati di prodotto, discovery, distribuzione automatizzata e misurazione delle conversioni. Chi testa il canale dovrebbe quindi non promuovere solo singoli Pin, ma verificare prima che catalogo, tracking e dati di prodotto siano sufficientemente solidi per un'ottimizzazione automatizzata.
